giovedì, 29 ottobre 2009

 

di Edmondo Berselli
In seconda serata è andato in onda 'Giochiamo al Varietè', ricchissimo di brevi citazioni dai principali spettacoli di varietà realizzati da Antonello Falqui. Era una televisione che si collocava un passo davanti al popolo
 
Mina a 'Studio 1'
Lunedì 12 ottobre, in seconda serata su RaiDue, è andato in onda 'Giochiamo al varietè', un programma della serie 'La storia siamo noi' scritto e diretto da Gianluigi Attorre (con la collaborazione di Massimo Favia). Superfluo dire che Antonello Falqui è stato uno degli inventori della televisione italiana, a cominciare dal successo del 'Musichiere' presentato da Mario Riva. Ma ciò che colpiva, nel programma di Attorre, era soprattutto un giudizio di Sergio Rubini, attore scovato da Falqui nei teatri romani: "Era una televisione che voleva essere migliore del suo pubblico".

Il programma era ricchissimo di brevi citazioni dai principali spettacoli di varietà realizzati da Falqui. Si potevano ammirare le partecipazioni di Mina, Lelio Luttazzi, Paolo Panelli, Walter Chiari, le Kessler, Raffaella Carrà. Ma soprattutto, in quella televisione in bianco e nero, risultavano di impressionante bellezza le scenografie, tutte in uno stile 'optical' tipico degli anni Sessanta, e di formidabile professionalità tutti gli elementi dello spettacolo, dai balletti alle luci.

Era effettivamente una televisione che si collocava un passo davanti al popolo, approfittando della posizione di monopolio che il sabato sera assicurava 20 milioni di spettatori, e che spacciava qualità eccelsa in forma di spettacolo popolare. Con 'Studio Uno' e le varie 'Canzonissima', Falqui, con i suoi collaboratori, autori e ospiti d'onore, proponeva professionalità pura, con risultati che ancora oggi appaiono stupefacenti. Era una tv che poteva ancora consentirsi prove di una intera settimana. E poteva permettersi un regista dittatore, che a ogni puntata scriveva un capitolo di storia della tv.

fonte
Lucycy alle 10:47 in: musica, psicologia, segnalazione articoli giornale
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Commenti
#1    29 Ottobre 2009 - 14:56
 
Adoro il modo di scrivere di Edmondo Berselli. Del resto sto faticosamente leggendo un suo spassosissimo libro... ["faticosamente" benché "spassosissimo", perché lo leggo dalle 23.00 in poi, prima di addormentarmi, altro tempo non ho...]
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#2    29 Ottobre 2009 - 22:18
 
Vero, quella televisione ci insegnava tanto, soprattutto la forza della cultura, la fierezza della libertà, ma anche la eduzione, quella vera.
Ciao Lucycy :))
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#3    02 Novembre 2009 - 19:01
 
Falqui ha regalato intense pagine di costume alla storia culturale del nostro paese. Un altro tempo, un altro genere di professionisti, un'altra cultura che si è persa...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Dedry

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