giovedì, 30 aprile 2009
Lucycy alle 09:24 in: video
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mercoledì, 29 aprile 2009


"Nessuna lista di cose da fare. Ogni giornata sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c'è un dopo. Il dopo è già qui. Tutte le cose piene di grazia e bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un'origine comune nel dolore. Nascono dal cordoglio e dalle ceneri. Ecco, sussurrò al bambino addormentato. Io ho te". Cormac McCarthy, La strada,

 

 

Apri le braccia, disse lei
Che cosa ? Non sento.
In volo. Le braccia – vedi ?

Come gli uccelli? Disse lui
Di più.
Il fiore prima che sboccia.
Quel silenzio d’attesa, conosci?

Non posso, non sento.
Non sono capace.

Allora pensa di essere
sul mare, migrante
in pancia tuo figlio che nasce
hai diciottanni e visto
poche lune.
Con l’ultima sei
affogata dentro quel sacco bianco.

Ecco, ora ho il piombo
del peso e affondo.
Mi servono luccicanze
per cantarne il ricordo.

Che possa nascere
un baobab in mezzo
a queste onde,
per tua casa nel nuovo Mondo.

 
© Lino Di Gianni
 

“quando la Pinar si è avvicinata al nostro barcone molti sono riusciti a salire a bordo grazie alle cime che ci venivano lanciate dai marinai ed anche Esat Ekos, era riuscita ad aggrapparsi ad una fune che però le era scivolata dalle mani cadendo in mare.”



  ( se volete visitare il sito )

Lucycy alle 13:39 in: poesie, storie, cronaca
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martedì, 28 aprile 2009




Lettera a Berlusconi di Jean-Paul Pougala (Africano e cittadino italiano)


Presidente Berlusconi,
Una settimana dopo l’insediamento del Suo governo, il ministro dell’Interno dichiarava ad una trasmissione televisiva, con una ingenuità sconcertante, che tutti potevano constatare che da quando il Suo governo era ritornato al potere, non c’erano più sbarchi dei migranti sulle coste meridionali del Paese. Egli contrapponeva il presunto lassismo del precedente governo della sinistra al nuovo pugno duro della destra al potere. Soltanto che non aveva consultato la meteorologia per accorgersi che in quei giorni il mare era mosso e impediva a quei morti di fame di mettersi in viaggio.


Qualcuno è veramente convinto che esista uno solo dei migranti che prima di mettersi in viaggio si preoccupa di una qualche legge restrittiva fatta in Italia o altrove? Lei pensa che il famoso “Libretto Rosso”, che bollava i migranti italiani in America negli anni 20 come “analfabeti” e li costringeva alla “quarantena”, li scoraggiasse veramente a sbarcare nel “nuovo mondo”?
Presidente, da che mondo è mondo, i poveri che vivacchiano qui è là alla ricerca di una vita felice non hanno mai goduto di alcuna libertà.
Hanno sempre subìto. Oggi i paesi poveri si vantano del fatto che i soldi loro mandati a casa dai loro emigrati nei paesi ricchi sono il doppio dei soldi dei vari prestiti che ricevono dal sistema finanziario internazionale, anche se nel paese di arrivo sono trattati peggio dei topi da schiacciare.
Passa il tempo, ma la storia è la stessa.
Il 19 Ottobre 1945 è il governo Italiano che firmava un accordo per mandare i suoi figli a lavorare come schiavi nelle miniere del Belgio per avere in cambio 24 quintali di carbone all’anno per ogni Italiano. Un altro accordo, l’anno dopo, e cioè il 23 giugno 1946, offriva al Belgio 50.000 nuovi schiavi Italiani per quei pozzi della morte dentro i quali i belgi non volevano più scendere. Quando gli indigeni non vogliono fare un mestiere o è da schiavi o è da morte sicura.
Dieci anni dopo, a Marcinelle morirono 262 persone su 274 minatori, più della metà dei quali italiani, l’8 agosto del 1956. Ma quanti di quei 136 poveracci nostri connazionali che sono morti dentro quei pozzi sapevano che sulla loro testa era stato convenuto il “pizzo” del governo Italiano? La stessa cosa è successa nella tragedia della miniera di Monongah, nei pressi di Pittsburgh negli USA il 6 dicembre 1907. Furono dichiarati 171 morti ufficiali italiani; gli altri 135 erano senza documenti, i cosidetti “clandestini”, e furono sepolti in una fossa comune, perché anche allora, i clandestini erano trasparenti e nemmeno la morte poteva suscitare per loro la pietà umana dei beati americani, dei beati “cittadini”. Ancora la stessa cosa il 22 Ottobre 1913 con la sciagura di Dawson nel Nuovo Messico, sempre negli USA, in cui morirono 265 minatori immigrati tedeschi, finlandesi, greci, cinesi, britannici, polacchi, svedesi e italiani, di cui 146 Italiani, cioè più della metà nostri connazionali. Erano talmente inutili e trasparenti agli occhi dei nostri governanti, quei poveracci emigrati, che bisognerà aspettare 90 anni per avere un riconoscimento ufficiale da parte del nostro Paese, quando il 3 settembre 2003, nell’occasione della festa americana del lavoro (labour day) il Console Generale d’Italia a Los-Angeles, Diego Brasioli, depose una targa commemorativa nel cimitero di Dawson, diventato dal 1992 cimitero nazionale d’importanza storica, con tutte quelle croci bianche con nomi e cognomi italiani.
Oggi, gli schiavi si chiamano “Badanti”.
Lavorano 20 ore su 24 per 600 Euro al mese.
Nessun italiano vuole fare quel lavoro da schiavi. Le miniere di allora sono diventate i cantieri pericolosi di oggi, le acciaierie pericolose, le concerie pericolose. Gli “Italiani” di allora, sono diventati gli “extra-comunitari” di oggi. Cambia il tempo e la scena del delitto ma le tecniche e le forti voglie dello sfruttamento rimangono uguali. Cambiano gli attori e lo spazio, ma la ruota gira nello stesso senso, nel quale tutti ci trovano il loro tornaconto, tranne che il migrante. In Italia, gli immigrati dai paesi poveri rappresentano meno del 5% della popolazione, ma sono il 50% dei morti sul lavoro e come risulta dalle statistiche ufficiali, il 70% di quei morti era al primo giorno di lavoro (che sfortuna !)
Quanti di quei poveracci che muoiono tutti i giorni nei cantieri italiani sanno che il loro destino è stato deciso da altri? Quanti di quegli ingenui sognatori della felicità che spariscono nel cimitero del Mediterraneo nel loro tentativo di arrivare sulle coste italiane sanno che sono spinti a lasciare il loro Paese proprio dai loro governanti che vogliono sbarazzarsene a poco costo e spedirli all’Estero per aspettare da loro i proventi della loro sofferenza nei paesi di arrivo? Come i migranti Italiani nei vari paesi nel secolo scorso, quei migranti sono delle vittime del sistema dello sfruttamento mondiale, vittime delle dittature che fingiamo di non vedere in quei paesi, vittime del sistema sociale italiano, l’unico dell’Unione Europea che ha lasciato scoperto l’accompagnamento della terza età con strutture adeguate statali, perché sapeva di poter avere a disposizione nuovi schiavi per ovviare a quella mancanza.continua
Lucycy alle 12:23 in: segnalazioni, libri, cronaca
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lunedì, 27 aprile 2009
26 aprile 1986, esplode la centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina, ai confini con la Bielorussia, provocando un disastro immane.Il rapporto ufficiale[1] redatto da agenzie dell'ONU (OMS, UNSCEAR, IAEA e altre) stila un bilancio di 65 morti accertati con sicurezza e altri 4 000 presunti (che non sarà possibile associare direttamente al disastro) per tumori e leucemie su un arco di 80 anni.

Un cartello lasciato dai superstiti  all'ingresso della città dice:

I VIVI CHIEDONO PERDONO AI MORTI


Lucycy alle 15:15 in:
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venerdì, 24 aprile 2009
Come rispondereste a questo messaggio?



Mi ha dato il tuo numero un'amica,è molto tempo che ti incontro casualmente...e non ci siamo mai scambiati una parola...ti andrebbe se ci vediamo e facciamo due chiacchere davanti a un aperitivo?
Lucycy alle 11:23 in:
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giovedì, 23 aprile 2009

"In the End, we will remember not the words of our enemies, but the silence of our friends."

- Martin Luther King-


da Luisa Morgantini,

Vice Presidente del Parlamento Europeo

 

Strasburgo, 22 Aprile 2009

Il Freedom Theatre

 

“Vorrei esprimere tutto il mio sostegno e la mia solidarietà al teatro palestinese The Freedom Theatre del campo profughi di Jenin che è stato recentemente bersaglio di violenti attacchi, così come a Juliano Mer Khamis, il Direttore Generale dell’organizzazione, che è stato vittima di minacce di morte.

 

Apprezzo profondamente il lavoro culturale e l’impegno sociale del Freedom Theatre a Jenin: sono convinta che le loro attività – rafforzando la cultura palestinese e coinvolgendo i giovani in modo creativo- siano una parte fondamentale della resistenza non-violenta, essenziale per preservare la speranza e contrastare l’occupazione militare israeliana che dura ormai da oltre 40 anni.

 

Per questo mi sento davvero onorata di essere parte del board del teatro e condanno fortemente questi attacchi e minacce che provengono da gruppi del campo profughi che mostrano arroganza e volontà di dominazione e che commettono un grande errore nel considerare il teatro, il cinema e la musica come fattori distruttivi nella lotta (non-violenta) palestinese per la liberazione.   

 

Come già richiesto dal Freedom Theatre durante una conferenza stampa il 20 aprile scorso, chiedo all’Autorità Palestinese e a chiunque condivida i valori della libertà di espressione di fare tutto il possibile per permettere al teatro di continuare a vivere.

 

Spero veramente che nessun altro attacco venga rivolto al Freedom Theatre, ma che , al contrario, tutti gli sforzi saranno impiegati – nel campo profughi di Jenin così come nell’intero Territorio Occupato Palestinese- per raggiungere l’unità e la coesione di intenti, lottando uniti in modo più efficace in un movimento di resistenza non-violenta sempre più grande, contro l’occupazione e per la libertà e l’indipendenza in uno Stato Palestinese democratico.   

  

Info: Luisa Morgantini, +39 348 39 21 465; +39 06 69 95 02 17

luisa.morgantini@europarl.europa.eu; luisamorgantini.net

 

http://www.thefreedomtheatre.org/

 

Qui comunicato stampa (in inglese) del Freedom Theatre.

Lucycy alle 16:39 in: segnalazioni, news
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mercoledì, 22 aprile 2009
DA LINODIGIANNI.SPLINDER.COM
Lucycy alle 18:47 in: video
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mercoledì, 22 aprile 2009

passeggiate  passeggiate  passeggiate

 

Domenica 26 aprile 2009

 

il LAIUN

 

IL SISTEMA DELLE ACQUE INTORNO AL PARCO DEI LAGHI DI AVIGLIANA

 

La passeggiata è una proposta di sensibilizzazione rivolta agli adulti realizzata nell’ambito del progetto “una rete per l’educazione ambientale fra i laghi e le colline” finanziato dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino, al quale hanno aderito i Comuni di Avigliana, Buttigliera Alta, Rivalta di Torino, Rivoli, Trana, Villarbasse ed il Parco dei Laghi di Avigliana.

Scuola per Via non propone accompagnamenti naturalisitici tradizionali ma meditazioni a passo d’uomo sulle connessioni ecologiche, il grado di sostenibilità delle pratiche an­tropiche e il posto dell’uomo nel mondo. La passeggiata a piedi imprime alle riflessioni il ritmo lento di un’abitudine antica quanto l’uomo, il cammino.

 

PERCORSO: Lago Piccolo -Pera Forcè -Laiun -Borgata Cordero -Borgata San Barto­lomeo -Lago Piccolo

 

TEMPI: 10.00 Ritrovo parcheggio Lago Piccolo, Avigliana -16.00 Rientro

I tempi sono indicativi perché l’andatura sarà adattata alle esigenze del gruppo

 

DIFFICOLTA’ MODERATA: alcune salite e percorso su sentiero -4 ore di cammino

 

ATTREZZATURA: pranzo al sacco, scarpe da trekking

 

COSTO: 3 euro. La passeggiata è gratuita per i residenti nei Comuni di Avigliana, Butti­gliera Alta, Rivalta di Torino, Rivoli, Trana e Villarbasse

 

INFO: Scuola per Via -Cell. 331/7088697 e-mail: scuolapervia@libero.it

blog: http://scuolapervia.blogspot.com

 

L’associazione declina ogni responsabilità per danni a persone e cose durante le passeggiate
Lucycy alle 14:14 in: segnalazioni, eventi
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martedì, 21 aprile 2009
Splinder (21/04/2009) L'idea dell'artista jR èoriginale fa parte di Women, un progetto più ampio che sembra molto interessante. Rendersi conto che la gente non ti capisce,mangiare è il loro primo problema.L'arte in se non gli interessa però può avere un senso,rendere impermeabili i tetti... foto:http://jr-art.net/ Leggi ancora...
Lucycy alle 19:08 in:
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