I blog di lucycy
(è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio) A Einstein
Nome: lucycy ex ottimista...e...
navigatrice di siti libri e nuove amicizie.
(dalla dedica di un caro amico)
Something about you...
Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra, che già viviamo, e facendola vibrare, ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi".
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere
Tu,
screziato sorriso
su nevi gelate -
vento di Marzo,
balletto di rami
spuntati sulla neve,
gemendo e ardendo,
i tuoi piccoli "oh!" -
daina dalle membra bianche,
graziosa,
potessi io sapera
ancora
la grazia volteggiante
di tutti i tuoi giorni,
la trina di spuma
di tutte le tue vie -
domani è gelato
giù nella pianura -
tu, screziato sorriso,
tu, risata ardente.
Cesare Pavese. To C from C**
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Quando l'amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero
non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
di Giovanni Maria Bellu, Renato Sarti e Bebo Storti
con Bebo Storti e Renato Sarti
disegni di Emanuele Luzzati
musiche di Carlo Boccadoro
regia di Renato Sarti
TEATRO DELLA COOPERATIVA
La Nave Fantasma è ispirata alla tragedia del 25 dicembre del 1996 quando nel mare tra la Sicilia e Malta affondò un battello carico d’immigrati provenienti da India, Pakistan e Sri Lanka, provocando la morte di 283 persone e pochi superstiti. Una tragedia marittima, la più grande nel Mediterraneo dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.
Non per un dio(ma nemmeno per gioco)
Avigliana - Auditorium Eugenio Fassino, sabato 17 Gennaio 2009, ORE 20:45
Ella e Kate, Joe e Sam, Jones, Franziska, un Generale di vent'anni:
gli "altri eroi" di Fabrizio De Andrè
La Collina raccontata da Edgar Lee Master è il luogo dal quale Michele di Mauro ci conduce attraverso i pensieri e le canzoni del cantautore genovese. Di volta in volta appaiono così quei personaggi e quelle storie legate all’amore, alla guerra, alla vita quotidiana che hanno popolato la poetica di De Andrè. Storie e figure di uomini e donne che “non hanno vinto” ma che proprio per questo ne sono state fonte primaria di ispirazione.
Michele di Mauro: voce dalla collina Gigi Venegoni: chitarre Fabrizio Cotto: chitarra e voce Piero Mortara: fisarmonica e tastiere Angelo Ieva: basso Fabrizio Gnan: percussioni
Allestimento di Lucio Diana
DA:http://www.contrattempo.it/ita/news.html
Nel centro storico di Avigliana, alcune signore si sono impegnate a individuare soluzioni condivise per l'utilizzo di uno spazio verde riqualificato,in particolare è emersa la volontà di organizzare feste per bambini,collocare una compostiera con erbe aromatiche a disposizione di coloro che vivono nella piazza,organizzare momenti di socializzazione e condivisione (dal fare la maglia insieme,a letture ecc.).il gruppo non è chiuso tutte le signore che vorranno aggregarsi,possono trovare le date delle riunioni nelle vetrine della cooperativa "il ponte".Il gruppo ha scelto di partecipare al Concorso Letterario Nazionale "Lingua Madre" destinato sia alle donne di lingua straniera che utilizzando l'italiano,possono raccontare la loro di persone provenienti da altri paesi,sia alle donne italiane che vogliano farsi tramite di queste culture diverse,raccontando storie di donne straniere che hanno conosciuto.
Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che è tutto calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.
Giorgio Gaber
“Aspetto un mondo in cui i diritti umani siano talmente scontati ed evidenti che non ci sarà più bisogno di proclamarli."Quando parlo di diritti umani parlo anche dei diritti delle donne. Nella giungla ho conosciuto il maschilismo: i miei carcerieri mi odiavano perché mi ritenevano di un’altra razza, di un’altra classe sociale e perché, parlando un’altra lingua, ero vicina a un’altra cultura, ma soprattutto per il fatto che sono una donna”.
Queste le parole con cui la franco-colombiana Ingrid Betancourt ha aperto il suo intervento al Forum Internazionale tutela e sicurezza dei minori “Infanzia da difendere”, In questa occasione, Ingrid Betancourt ha ricevuto il Premio Pellegrino di Pace