lunedì, 29 settembre 2008

 dal sito di RAWA

Sono la donna che si è svegliata
Mi sono alzata e sono diventata tempesta fra le ceneri dei miei figli bruciati
I miei villaggi in rovina mi riempiono di rabbia contro il nemico
Oh compatriota, non mi guardare più debole e incapace,
La mia voce si mescola con migliaia di donne in piedi
Per rompere tutte insieme tutte queste sofferenze e queste catene.
Sono la donna che si è svegliata,
Ho trovato la mia strada e non tornerò mai indietro.

Passi di una poesia di Meena, fondatrice del RAWA, assassinata nel 1987.


                                                                                                                                               

A Kanndhar è stata assassinata

 Malalai Kakar

la poliziotta che dirigeva il dipartimento dei

crimini contro le Donne .

DONNE D'AFGHANISTAN :

http://isole.ecn.org/reds/donne/donnedafghanistan.html

 

 

 

 

nel fango...

acqua e terrore si mischiano con piccoli piedi...

il torbido non è nella visione ma negli occhi di chi assiste da lontano...

un grande piede dovrebbe provare il fango...

qwe.

 

tutti i bambini del mondo ridono di una sola risata...

piangono di una sola ferita...

ci pensano gli adulti a vestirli diversamente...

deepodan

http://qwe.splinder.com/

Lucycy alle 10:15 in: appelli
commenti: commenti (6)(popup) | commenti (6)

venerdì, 26 settembre 2008
                                                            


Aspetta che entriamo tutti,toglie dalle poltrone i segnaposto con scritto" riservato" e dice:"potete sedervi anche qui"poi si siede anche lui,sugli scalini vicino a noi come tra amici...

leggi qui
Lucycy alle 15:23 in: eventi
commenti: commenti (10)(popup) | commenti (10)

giovedì, 25 settembre 2008

FESTA D'AUTUNNO AL VILLAGGIO VIULE'
e la
FIERA DEL RIUSO
in collaborazione con

I CITTADINI DEL QUARTIERE VIULE’, LE ASSOCIAZIONI DI PIOSSASCO: ARCIBIMBO, COMUNITA’ DI BASE , GAS , PROGETTO DAVIDE, PUNTO D’INCONTRO, PUNTO GIOVANI
LE COOPERATIVE:G.ACCOMAZZI (CONSORZIO Kairos: Nido Girococcole),LA PIAZZETTA DI GIAVENO

 

 

E' stata un successo la fiera del riuso,un'idea intelligente per evitare sprechi.

La giornata del riuso ha lo scopo di facilitare lo scambio di oggetti inutilizzati ma funzionanti ed in buono stato (Giocattoli, vestiti, scarpe, biciclette, mobili, elettrodomestici,attrezzature sportive, pentole, articoli per l'infanzia... tutto quello che in casa non viene più usato!) per prolungarne la vita, ridurre la quantità di rifiuti, consentire piccoli risparmi alle famiglie e riscoprire il valore delle cose gratuite.
chiunque può prendere ciò che gli serve gratuitamente o eventualmente scambiare ...

per altre informazioni clic qui

Lucycy alle 14:50 in: eventi
commenti: commenti (9)(popup) | commenti (9)

giovedì, 25 settembre 2008

L’ospite incallito

Giovedì 25 settembre
ore 19.00
Teatro Gobetti
Ingresso libero fino a esaurimento posti

LETTURA E COMMENTO / Le Speranze dell’individuo
Letture da L’ospite incallito
Di e con ERRI DE LUCA

«Effetti personali, Natura, Historia, Persone: tra questi quattro cantoni si gioca la partita di queste pagine. Le scrive uno che non è mai stato residente ma neppure si è dato per disperso. Le scrive
un ospite incallito».
Attraverso le sue poesie, Erri De Luca si racconta, mettendo insieme incontri, volti, viaggi: i genitori, l’amore, la Napoli dell’infanzia, le missioni umanitarie in Bosnia e in Sudan… E come nei suoi romanzi, i versi trascendono l’autobiografia per diventare riflessione sull’esistenza.

ERRI DE LUCA (1950) è scrittore e traduttore dall’ebraico, ed è stato operaio,
muratore e camionista. Il suo primo romanzo Non ora, non qui (Feltrinelli),
rievocazione dell’infanzia napoletana, è uscito nel 1989. Fra i suoi numerosi libri
si ricordano: Tu, mio (1998), Montedidio (2001), Il contrario di uno (2003), tutti
editi da Feltrinelli. Opera sull’acqua (Einaudi 2002) è la sua prima raccolta
poetica. Sempre per Einaudi è in uscita L’ospite incallito.

In collaborazione con Giulio Einaudi editore

Lucycy alle 10:37 in: eventi
commenti: commenti (popup) | commenti

martedì, 23 settembre 2008
ll via la XIV edizione de «Filo lungo filo, un nodo si farà» al Villaggio Leumann COLLEGNO (Torino)

Nel 1995 un'idea degli Amici della Scuola Leumann ha avviato a Collegno la manifestazione «Filo lungo filo, un nodo si farà», con la convinzione che l'arte della tessitura potesse ancora raccontare storie ed esperienze, unire popoli e tradizioni.

La quattordicesima edizione di questa manifestazione conferma che l'obiettivo è raggiunto e sempre più forte. Dal Brasile all’Albania, dall’Argentina alla Georgia caucasica fino ad arrivare alla Francia, alla Svizzera, al Belgio e naturalmente all’Italia: il meglio dell’Artigianato Tessile all’Ecomuseo Villaggio Leumann.

La presenza di artigiani provenienti da tutta Italia, dall’Europa (Finlandia nel 2000, Canarie nel 2006, Francia nel 2007), ma anche dagli Stati Uniti (nel 2005), dalla Bolivia (nel 2004) e dal Vietnam (nel 2001) - in qualità di ospiti e relatori ai Convegni - rende questo incontro unico a livello nazionale ed europeo.

Per i tessitori a mano Filo lungo filo ... continua a essere un notevole punto di riferimento, un’importante occasione per confrontarsi con altri artigiani su materiali, tecniche, esperienze. In questo senso vanno visti la promozione del Convegno, le Mostre e la Sfilata di abiti tessuti dagli espositori.
Il 26 settembre, dalle 17 alle 22, il convegno permette di approfondire in particolare la tradizione delle fibre e tessuti dal Nuovo Mondo (con particolare attenzione all'esperienz brasiliana e argentina) all'Est Europa, spingendosi anche alla Georgia caucasica.
Il giorno seguente è il momento dell'inagurazione delle mostre: oltre 80 sciarpe tessute a mano compongono il "mosaico virtuale" della mostra "La sciarpa, accessorio necessario" curata dal Coordinamento Tessitori. Questa, come le
altre mostre in programma, aiutano il visitatore l’arte antica come l’uomo, l’arte del tessile a mano, e restituendo dignità e valore al lavoro di tanti artisti artigiani.

Per informazioni:
Associazione Amici della Scuola Leumann – Corso Francia 326 -
10093 Collegno (To) - tel. 333 3923444 - 011 4153635 - 011 4157007
www.villaggioleumann.it - e.mail: info@villaggioleumann.it

VEDI POST QUI
Lucycy alle 18:01 in: eventi
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)

martedì, 23 settembre 2008
DAL BLOG PRODIGIT

"Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivó per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice.
Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.
Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo.

Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita.
Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita.
Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta.
L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.
Mi informai della sua salute e lui mi raccontò che era affetta da tempo dall'Alzheimer.
Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po' tardi.
Lui mi rispose che lei non lo riconosceva già da 5 anni.
Ne fui sorpreso, e gli chiesi 'E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi é lei'?
L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: ''Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é lei"
Dovetti trattenere le lacrime... Avevo la pelle d'oca e pensai: 'Questo é il genere di amore  che voglio nella mia vita".
Il vero amore non é né fisico né romantico. Il vero amore é l'accettazione di tutto ciò che é, é stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.


Lucycy alle 17:40 in:
commenti: commenti (3)(popup) | commenti (3)

domenica, 21 settembre 2008





LE VIGNETTE DI VIGNAZIA 
DA "FAMIGLIA CRISTIANA"

Lucycy alle 16:53 in: vignette
commenti: commenti (7)(popup) | commenti (7)

venerdì, 19 settembre 2008
IL CAVALIERE DELL'ETERNA GIOVENTU'

Il cavaliere dell'eterna gioventù
seguì, verso la cinquantina,
la legge che batteva nel suo cuore.
Partì un bel mattino di luglio
per conquistare il bello, il vero, il giusto.

Davanti a lui c'era il mondo
coi suoi giganti assurdi e abbietti
sotto di lui Ronzinante
triste ed eroico.

Lo so
quando si è presi da questa passione
e il cuore ha un peso rispettabile
non c'è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.

Hai ragione tu, Dulcinea
è la donna più bella del mondo
certo
bisognava gridarlo in faccia
ai bottegai
certo
dovevano buttartisi addosso
e coprirti di botte.

Ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati
tu continuerai a vivere come una fiamma
nel tuo pesante guscio di ferro
e Dulcinea
sarà ogni giorno più bella.

 

Nazim Hikmet



 "SE UN VIAGGIO"

Apriamo le porte
chiudiamo le porte
passiamo le porte
e alla mèta dell'unico viaggio
né città
né porto.

Il treno deraglia
la nave naufraga
l'aereo s'abbatte
un biglietto è stampato sul ghiaccio.
Se potessi
ricominciare o no questo viaggio
ricomincerei.

Nazim Hikmet

Lucycy alle 22:58 in: poesie
commenti: commenti (7)(popup) | commenti (7)

venerdì, 19 settembre 2008

«Nell’inverno del nostro scontento…» (generale) si parla molto di donne. E il succo dei discorsi è, nella stragrande maggioranza dei casi, che le donne non vanno bene, e che non si possono proprio sopportare. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo veramente, che sarebbe un vero sollievo e farebbe una grande chiarezza. Questo a leggere i molti articoli di commento sui nostri giornali, quasi ma non tutti a firma maschile, sulle ministre, sulle candidate e sulle ex candidate alla Casa Bianca, sulle donne al governo nel mondo o semplicemente le donne che fanno qualcosa che vada al di là della parte che l’immaginario patriarcale occidentale (ancora quello) le abbia assegnato. Male se sono incinte, se hanno figli, se non li hanno, se sono belle, se sono brutte, se sono buone, cattive, pacifiste, guerrafondaie, giovani, vecchie, malvestite, benvestite, tacchi a spillo, mocassini, allegre, tristi, di destra, di sinistra. Male, male, male. Tutto per negare il semplice fatto che le donne semplicemente «sono».

 

Verità fattuale "le donne sono" e quindi sono in tanti modi differenti. C’è chi ama la caccia e chi no, chi è per l’aborto e chi è contro, e così via. Essere donna non è una virtù, è semplicemente essere donna. E questo sembrerebbe una cosa dura da accettare. Ma ancora più dura quando si passa dall’essere all’ "esserci". Allora apriti cielo. Che fanno? Si candidano alla Casa Bianca?, dirigono giornali? Comandano i generali? Ma cosa è carnevale? con il servo in carrozza e il padrone in cassetta?

 

Nel femminismo, di onorata memoria, che oggi viene ricordato e raccontato così male, le donne avevano capito che per essere libere dovevano non essere più schiave delle loro virtù, ma essere padrone delle loro virtù, che significava il passaggio dal privato al pubblico, passaggio ahimè avvenuto imperfettamente. Passaggio imperfetto, debole, solo così si riesce a spiegare come mai in un paese che ha avuto il femminismo più politico del mondo, le donne si ritrovano in una condizione così misera sia materiale, sia simbolica. Nel nostro paese, nonostante la legge, ancora una donna è pagata meno di un uomo per lo stesso lavoro, la prostituzione impazza, e un canale pubblico, cioè pagato da tutti noi, dedica ben tre prime serate all’elezione miss Italia. Per limitarci a tre punti, ma l’elenco potrebbe essere sterminato. Che dire poi dei dibattiti assolutamente medievali che in questi anni si sono scambiati a proposito del corpo delle donne, dei suoi embrioni, delle sue tube, dei suoi desideri impropri ecc. a cui ha partecipato anche una sinistra compiacente, incerta, confusa, ambigua, complessata. E molti a dire ma le donne non dicono niente? ma le femministe dove stanno? Perfino Giuliano Amato che non è certo stato una amico del femminismo, di fronte a tanta indecenza si è ritrovato a dire «Quando c’era il femminismo questo non si sarebbe potuto vedere né sentire».

 

Ma il femminismo è stato un movimento e come tale ha avuto fine, un movimento vero non è mai eterno, è una scarica di energia, che produce pensiero nuovo, pensiero che va raccolto e tradotto per un cambiamento non solo delle coscienze ma anche dell’assetto del paese delle sue scelte, delle sue priorità, della visione di un futuro. E non sto parlando solo della "condizione delle donne", sto parlando della condizione di tutti. Un paese dove, nel tentativo impossibile di far quadrare il bilancio, si taglia sulla sanità, sui servizi, sulla scuola, sulla formazione, sulla ricerca è un paese dove le donne non esistono politicamente. Passaggio imperfetto.

 

È sempre incongruo andare a ricercare le colpe nella storia, tuttavia sarà possibile fare almeno un’analisi per capire parte delle ragioni della situazione in cui ci troviamo. Per prime le donne stesse, noi. È sempre meglio guardare dove avremmo potuto fare meglio. Per anni una parte di noi ha predicato quella che chiamo "l’aristocrazia del nulla" , cioè stare alla larga dalla politica istituzionale, grande successo se una donna usciva da un partito, congratulazioni se usciva dal sindacato e un premio speciale a chi assicurava che non ci avrebbe mai più messo piede.Tanta energia e intelligenza poi si sono investite nella ricerca di un Dio possibile anche per noi donne, ritenendo che per un soggetto non ci possa essere fondamento senza trascendenza. Tutto legittimo. Poi tante energie sono andate invece in un dialogo impossibile con una sinistra sorda e monolitica. Diciamoci la verità la sinistra che ha sempre sostenuto di "voler dare la parola alle donne" in verità si è ben guardata dal farlo e le donne, d’altra parte, si sono ben guardate dal prendersela. Eppure bisognerebbe ricordare che, in tante occasioni, la Sinistra non sarebbe stata veramente Sinistra senza le donne . Ne ricordo solo una: senza la pressione delle donne mai il Partito Comunista si sarebbe impegnato nella battaglia per la legge sull’aborto, lo fece obtorto collo, assolutamente costretto dalla forza delle sue donne, alleate in quella occasione - e fu una straordinaria occasione - con le donne del Movimento.

 

In quanto a misoginia i governi di sinistra sono stati a questo proposito esemplari. Alle pochissime donne sempre ministeri senza portafoglio, tranne poche eccezioni. O addirittura per loro i ministeri si inventavano, il capolavoro assoluto fu l’invenzione del Ministero della Famiglia che toccò alla povera Rosy Bindi a cui sarebbe spettato ben altro. Come, anni prima, Anna Finocchiaro piazzata in quell’altra bella invenzione che fu il Ministero delle Pari Opportunità. E come dimenticare, alle ultime elezioni amministrative romane, quel palco a Piazza del Popolo con Veltroni che presentava il candidato sindaco e il candidato alla Provincia e sul palco una sola donna su una sedia a rotelle. Piangere? Ridere? Una cosa è certa però: le donne si potrebbero sottrarre, non nel senso dell’"aristocrazia del nulla", ma nel senso dell’obiezione politica. Per esempio, le Ministre dell’ultimo governo Prodi, nel momento in cui - e ci deve essere senz’altro stato - si sono rese conto del piattino che era stato loro servito, tutte senza portafoglio tranne una, perché non hanno fatto un passo indietro? Perché non hanno detto «il Governo ve lo fate da soli», ben sapendo che un Governo ormai per "decenza internazionale" non si può più presentare senza donne?

 

Mi si potrebbe rispondere perché a quel tempo c’erano ben altre gatte da pelare. E proprio così arriviamo al nostro principale difetto, al re dei difetti: non considerarsi mai una priorità, non per se stesse ma per il proprio paese, incapaci di radicarsi nel pensiero di una verità tanto semplice, ma tanto semplice che dovrebbe essere superfluo nominarla: un paese di uomini e di donne non può essere governato da soli uomini, non per un astratto senso di giustizia, ma semplicemente perché funzioni meglio, perché sia più equilibrato. Non è vero che gli uomini e le donne sono complementari, si sono necessari per vivere insieme.

 

Devo dire la verità, da un po’ di tempo a questa parte vivo con la sensazione che questo paese abbia perso l’anima e che siamo tutti soli, orribile sensazione, ma se c’è qualcosa della scena pubblica che ancora mi commuove, che mi dà forza, che mi dà piacere, ma anche infinita rabbia delle volte, è guardare le donne che cercano di fare il loro meglio là dove hanno scelto di stare. Quindi coraggio e buon lavoro a tutte.

 

Forse perché sono proprio incorreggibile.

 

Alessandra Bocchetti  filosofa, teorica del femminismo dall’Unità del 19 settembre 2008

Lucycy alle 12:55 in: segnalazione articoli giornale
commenti: commenti (1)(popup) | commenti (1)