mercoledì, 27 febbraio 2008
Appello promosso dalla rivista (micromega)

L'offensiva clericale contro le donne ha raggiunto livelli intollerabili.
Queste aggessioni sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza,mascherate dietro l'arroganza ipocrita di" difendere la vita" .Perciò non basta più , cari dirigenti del centro sinistra , limitarsi  a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già  nei fatti messa in discussione.Pretendiamo da voi  una presa di posizione chiara e inequivocabile,che condanni tutti i tentativi di mettere a rischio il nostro diritto a dire la prima e l'ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.Esigiamo perciò che i vostri  programmi ( per essere anche i nostri ) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza,che sempre più spesso impedisce  nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile  in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perchè a un dramma non debba aggiungersi  una ormai evitabile sofferenza ; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie,e rafforzate  le norme e i servizi a tutela della maternità.Questi sono per noi  valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.

Prime firmatarie dell'appello di "MICROMEGA":
Simona Argentieri,Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Alda Merini, Valeria Parrella,Lidia Ravera, Elisabetta Visalberghi
Fonte:
articolo apparso sulla rivista ANNA (RCS periodici)  n.8 del 28 febbraio 2008

Lucycy alle 12:28 in: segnalazione articoli giornale
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domenica, 17 febbraio 2008
Noccioline (Peanuts)
prendendo spunto dai personaggi di Schulz, l'autore (Fausto Paravidino)
racconta quanto è accaduto a Genova nel 2001.
I fatti del G8
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Lucycy alle 20:07 in: teatro
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sabato, 09 febbraio 2008
Ti avevo detto che non mi avresti trovato
mentre scorre la notte in fondo a queste gallerie
non il vento per capire
non l’ora senza mentire.
 
Ti avevo davanti e non potevo parlare, magari domani
al mercato comprando qualcosa.

Perché è questo che è richiesto
anche se , a prima vista, non è sotto gli occhi di tutti.
Farsi guidare dalla fiducia
dei segni, portare viole e margherite
e pensare alla fioritura degli asfodeli.

Le mie parole andranno ad aspettarti sull’uscio
si faranno trovare con gli occhi umidi,
fresche di raccolto.


autore: Lino Di Gianni
Lucycy alle 17:14 in: poesie
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mercoledì, 06 febbraio 2008

Ricòrd ed la Festa di Bertass

 

Quand i son rivà sposa aj Bёrtass la festa a-j' era organisà da le fomne che a l' avio a cheur la borga:

          Dina ёd Pierin a s' ёnteresava ёd la Cesa

     con l'ajut ed dòn Balbo ё ed le Canterin-e;

Maria ёd Vigin a spendia le seire a preparé i cant,

Felicin-a, mia madòna, a fasia ёn pressa a ciadlé le vache

    pёr ёndé a la Noven-a e peuj a canté.

    J'òm as dassio cò lor da fé

    pёr monté ёl bal, cerché i sonador e livelé i gieuch da bòce

    ёd Nilde e ёd Vigin-a, le padrone ёd le doe locande

    bin rinomà ёn tёl circondari.

    Se peuj j sonador as trovavo pà,

    Pino con la fisa, Lario col cIarinet e Daimo con la chitara

    a-j'ero sempre disponibil a sonene doe.

    Pino ёd Viarigi as dismentiava mai ёd visché per temp ёl fom ёd la Capela

    dova as fasio cheuse le siole pien-e e j poron;

    la "Nin " ёd Bianco, con Livia ёd Dòlfo,

    Roseta ёd Ligio, con Maria ёd Renaldo,

    Irma ёd Lario con Magna Marcelin-a

    a-j'ero ёn piòta a preparé la festa ёd le fomne dёl martess.

    Gianni Macario, Felicin-a d' Aristide e Laura ed Gusta

    as dismentiavo pa niente, pёr ten-ёl negòssi bin fornì.

    Anche al dì ёd la festa, Rita ёd Viarigi a portava la bombola dёl gas,

    se a chejdun aj mancava pёr cas.

    I prior a fasio preparé la Carità

    e ёl pan pi gròss a-j' era pёr ёl prior ёd l'ani dòp.

    Peuj la seira ёd la festa, tuti a balé!

    A mё smija da vёdlo adess, Giovanin, me mёssé,

    a fe dansé Rina, la mama d' Anita...

Ma mej pianté lì,

prima che j ricòrd am faso pioré.

Me scuso,se chejdun i l’ej dismentijà

E me scuso edcò con j neuv rivà, che fòrse a capiran pa bin còsa j l’ej vorsù contè,

ma j visin ed cà vej ela borgà

a podran spiegheilo, fasant na ciaciarà.


 

                                                                                                           L'Associazione Bertassi ed i Suoi Amici

( QUALCUNO MI AIUTA  A TRADURLO?)
Lucycy alle 17:59 in:
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