giovedì, 24 dicembre 2009

Auguri a tutti ...



Lucycy alle 09:49 in:
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lunedì, 21 dicembre 2009
DAL BLOG:

Corsi di Italiano per Stranieri

MURI E MURI MURI E MURI!

"Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite." (Mark Twain)

Potremmo definirla una giornata della memoria globale quella che oggi ricorda la caduta del muro di Berlino 20 anni fa. L'ordine mondiale si sfaldò sotto la spinta della passione di un popolo, quello tedesco che gridava ai potenti la consapevolezza di essere UNO. "Wir sind das Volk, Wir sind Ein Volk." (Noi siamo il popolo, noi siamo UNO).

Oggi i muri sono ancora tanti, a partire da quelli materiali che ancora dividono 26.284 km sul nostro pianeta. Paradossalmente il muro di Berlino, con i suoi 106 Km rappresentava solo lo 0,42% di tutte quelle pietre che dividono ancora l'umanità. Dove?

15338_1199785767581_1616653363_492409_7076991_n A Belfast (15 Km), tra la Corea del Nord e quella del Sud (328 Km), tra isreliani e palestinesi (730 Km), sull'isola di Cipro (180 Km con una piccola demolizione iniziata nel marzo del 2007), al valico di frontiera di Wagah, tra India e Pakistan (3000 Km), a Bagdad con il muro che circonda Sadr City (10 Km), sulle linee di confine tra il Marocco e le enclave spagnole di Ceuta (8 Km) e Melilla (11Km).

E ancora.

Nel deserto del Marocco e della Mauritania per difendersi dal fronte polisario (2710 Km), tra India e Bangladesh (3200 Km), tra India e Kashmir (550 Km), tra India e Burma (1624 Km), tra Kazakistan e Uzbekistan (45 Km), tra Sud Africa e Mozambico (120 Km), tra Egitto e Gaza (3071 Km), tra il Botswana e lo Zimbabwe (500 Km), tra l'Arabia Saudita e lo Yemen (75 Km), tra l'Arabia Saudita e l'Iraq (900 Km), tra l'Arabia Saudita e l'Oman (410 Km), tra la Thailandia e la Malesia (27 Km), tra il Pakistan e l'Afghanistan (2400 Km), tra il Turkmenistan e l'Uzbekistan (1700 Km), l'Uzbekistan e il Kirjistan (870 Km)

Non è finito.

A Padova (0,85 km), tra l'Uzbekistan e l'Afghanistan (165 Km), tra Kuwait e Iraq (240 Km), tra il Brunei e la Malesia (20 Km), tra gli Stati Uniti e il Messico (3360 Km) e a Rio de Janeiro per circondare la povertà delle favelas (15 Km). continua


Lucycy alle 09:03 in: segnalazioni, foto, storie
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sabato, 19 dicembre 2009
Lo scrittore iraniano Hamid Ziarati

Presenta il suo ultimo romanzo:


iL MECCANICO DELLE ROSE

 
                .








E' stato bello poter ascoltare l'autore che parlava del suo libro,ma, anche della sua terra che spera possa diventare presto una grande nazione.
Peccato mon aver pensato di registrare l'interessante discussione...Lucy




Qui sotto l'intervista

Il mio Iran salvato dalla rivolta via Internet

«I l meccanico delle rose», caratterizzato da una serie di racconti sul destino del popolo iraniano, è il secondo romanzo di Hamid Ziarati che scrive in italiano (si veda scheda a lato). Lo scrittore ha rilasciato al Centro l’intervista che segue nella quale non si è sottratto a parlare anche della situazione attuale nel suo Paese di origine. Com’è nata l’idea di questo romanzo? «L’idea è venuta fuori un po’ da sé. Dopo il mio primo romanzo, “Salam, maman”, ho avuto una bambina, Emma, a cui volevo dedicare un romanzo, raccontando la condizione femminile del mio Paese, l’Iran».  «Volevo descrivere», continua Ziarami, «le cause che hanno trasformato il sogno della repubblica islamica nell’attuale mostruosità». continua

Lucycy alle 22:26 in:
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mercoledì, 16 dicembre 2009
 


 
 
 

Sostegno adozioni a distanza

Cari amici,
sono riaperte le iscrizioni per il sostegno dei nostri bimbi anche per il nuovo anno.
Se volete ancora aiutarci vi prego di comunicare le vostre promesse di pagamento scrivendo a Sentiero ( gr_insieme@hotmail.com ) e/o inserendo il vostro messaggio nel forum del sito (sezione dedicata al 2010).
Se d'abitudine avete sempre partecipato attraverso il blog "Bambini nel Tempo" allora potete rivolgervi a La Sirenetta o inserire in questo blog  la  vostra disponibilità in quote.
A tal proposito vi ricordo che ogni quota corrisponde a 10 euro. Ognuno offre quel che può e quando può, nel senso che oltre l'obbligo di versare la quota promessa (che ricopre il fabbisogno per un intero anno) non ci sono altri obblighi. Si rinnova la propria promessa di anno in anno solo se lo si desidera.SEGUE

Lucycy alle 13:41 in: segnalazioni, bambini, bambini e lavoro
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mercoledì, 16 dicembre 2009
Dedicato al professore di musica che insegnava all'istituto Artigianelli di Bruere (To) negli anni 1974-75  Ci insegnò ad aprire le nostre menti  alla musica e non solo...





Lucycy alle 11:13 in: musica, dediche, video
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lunedì, 14 dicembre 2009
“Finora ti ho permesso di andare alla deriva

nelle acque calme della mia pazienza…

ora le cose

devono cambiare!




A quante persone vorreste dirlo ?  ;-)







Lucycy alle 13:57 in: film, vignette, gioco
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lunedì, 14 dicembre 2009

Quel computer dell'Ottocento
al museo di Mountain View

Si chiama Difference Engine, pesa 5 tonnellate, alto tre metri, oltre ottomila pezzi di ferro, acciaio e bronzo. E' l'antesignano del pc. Ideato dal matematico britannico Charles Babbage di PAOLO PONTONIERE


Quel computer dell'Ottocento al museo di Mountain View
SAN FRANCISCO - L'antesignano del personal computer? Si chiama Difference Engine, è alto quasi tre metri, pesa 5 tonnellate, composto com'è da oltre ottomila pezzi di ferro, acciaio e bronzo. Lo si può ammirare al Computer History Museum di Mountain View, la cittadina della Silicon Valley resa famosa dalla presenza di Google.

Quando si parla dell'invenzione del computer moderno molti indicano Konrad Zuse, l'ingegnere berlinese che nel 1941, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, costruì lo Z3, la prima macchina a controllo numerico funzionante nella storia dell'umanità. Altri parlano di Alan Turing, criptografo e matematico britannico e altri ancora di John Von Neumann, matematico austro-ungarico naturalizzato statunitense.

Pochi sanno però che gran parte dell'impianto concettuale e delle computazioni che porteranno più tardi alla fabbricazione dello Z3 e infine anche dei computer per come li conosciamo adesso, si basano su teorie enucleate verso la metà dell'Ottocento dal brillante matematico britannico Charles Babbage.

Ritenuto un genio dai suoi contemporanei, Babbage è il creatore di una delle macchine mitiche della storia della scienza: il Difference Engine per l'appunto. Una macchina che sebbene non fosse stata mai prodotta veniva considerata la progenitrice del personal computer attuale.continua

Lucycy alle 11:23 in: informatica, notizie curiose, segnalazione articoli giornale
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domenica, 13 dicembre 2009
di Nicola Tranfaglia

Piazza Fontana,12 dicembre 1969 Ormai sulla strage di quarant’anni fa nella Banca nazionale dell’Agricoltura la memoria divisa dei revisionisti parla di un eccidio che non ha colpevoli e i berlusconiani di ieri e di oggi sono in prima linea. Due giorni fa, invitato dagli studenti di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano ho trovato due esponenti significativi di questo revisionismo di accatto. L’ex direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, ospite fisso nelle trasmissioni della Rai, (tra le quali “Ballarò” e la “Storia siamo noi”) e Roberto Chiarini che insegna in quella università, sono intervenuti per ribadire che non sappiamo ancora nulla, che bisogna esser prudenti perché al massimo sappiamo qualcosa del contesto storico ma ci mancano i nomi e i fatti.
Ma qui siamo di fronte a un oblio interessato e al desiderio di schierarsi con il vincitore di oggi a tutti i costi.
Eppure le cose non stanno così e i giovani presenti al dibattito potrebbero saperlo se continuassero a leggere non solo i giornali di questi giorni.
Non mi piace citarmi ancora una volta ma, dieci anni fa, scrissi un saggio uscito nella Storia dell’Italia repubblicana Einaudi in cui, sulla base di molte ricerche apparse nel decenni precedenti, ricordai alcuni punti essenziali che ha ricerca storica ha ormai accertato.
Ecco l’elenco di quei punti.
Il primo è che dal punto di vista giudiziario è ormai sicuro che la pista anarchica, seguita all’inizio dalla questura di Milano, e in particolare dall’ex fascista Marcello Guida, si rivelò inconsistente e si chiarì invece che erano stati i neonazisti di  Ordine Nuovo, i nomi erano quelli di Freda e Ventura della cellula veneta, ad organizzare l’attentato.
E’ indubbio che a quell’attentato collaborarono i servizi segreti cosiddetti deviati e dico così che gli agenti Giannettini, Di Gilio e Miceli, erano implicati nell’organizzazione secondo un progetto che non a caso si chiamò di “strategia della tensione”.
Quali legami ebbe quella “deviazione” con parti della nostra classe politica di governo? E’ ragionevole pensare che i legami ci fossero visto che quella strategia si iscriveva
in un tentativo organico che durava da più di un decennio e forse ancora di più per contrastare con mezzi insieme legali e illegali l’avanzata elettorale e politica  dei partiti della sinistra e in particolare del partito comunista che stava in quegli anni per avvicinarsi alla maggioranza con i primi passi che Berlinguer avrebbe sostenuto nei primi anni settanta di “compromesso storico”.
Ma molti dimenticano che fino al 1974, anno in cui avvenne, tra i due blocchi contrapposti, una svolta distensiva, i servizi segreti americani collaborarono con quelli italiani per respingere qualsiasi tentativo della sinistra italiana di arrivare al potere e un leader socialista come Pietro Nenni, già nel 1964, di fronte al “Piano Solo” di De Lorenzo aveva registrato nel suo Diario  un pericoloso “tintinnar di sciabole”.
Insomma, alla fine di quegli anni sessanta, la guerra fredda bloccava il nostro sistema politico e i nostri servizi segreti, legati a quelli americani, collaboravano attivamente a creare attentati e tentativi di golpe a scopo intimidatorio per sventare qualsiasi avvicinamento dei comunisti e dei socialisti al potere. Ogni mezzo era buono per questo e si potevano ammazzare impunemente decine di vittime innocenti se questo serviva alla bisogna
.Continua
Lucycy alle 09:28 in: appelli, cronaca, segnalazione articoli giornale
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sabato, 12 dicembre 2009



BALZAC E LA PICCOLA SARTA CINESE





Un bel film , merita per la bravura degli attori,per la storia per il paesaggio spettacolare.Lucy





Trama

 
Luo e Ma sono due giovani amici, figli di intellettuali reazionari, che vengono mandati in una remota provincia cinese per la loro rieducazione. Il regime maoista, infatti, credeva fortemente nella necessità di iniziare al lavoro e alle fatiche le giovani leve, e per disoglierli dai falsi miti vietava loro la lettura di opere straniere. Luo e Ma riescono ad integrarsi, facendosi forza e lavorando duro, per poi diventare i cantori e i poeti del villaggio, grazie al violino di Ma, che ripropone i Lieder di Mozart come inni della rivoluzione, ed ai racconti delle mitiche gesta del cinematografo, che riuniva la comunità intorno a loro. Non passerà molto perché i due si innamorino entrambi della piccola e bellissima figlia del sarto della regione. I tre, in un menage amoroso che vedrà però prevalere Luo nelle grazie della giovane, sfidano le regole e sottraggono ad un altro inquieto "nemico del popolo", Quattrocchi, le sue nascoste opere di letteratura straniera, soprattutto francese. Una caverna sarà il loro nascondiglio, in cui i tre si conosceranno e sogneranno sulle parole scritte da Flaubert, Hugo, Tolstoy, ma soprattutto da Balzac.CONTINUA
Lucycy alle 21:50 in: segnalazioni, libri, film
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